Bastano 12 secondi per far addormentare un bambino? Questo video sta facendo scalpore

Far addormentare un neonato in soli 12 secondi: l'idea sembra quasi troppo bella per essere vera. Eppure, un video girato in un ambiente professionale è recentemente diventato virale sui social media. Mostra un'infermiera che calma un neonato con una serie di movimenti precisi. In pochi istanti, il viso si rilassa, le spalle si rilassano e la calma cala.

Gesti brevi ma altamente codificati

Nel video, tutto ruota attorno a precisione e delicatezza. L'infermiera posiziona il bambino di fronte a sé, in una posizione rassicurante. Le sue mani accarezzano delicatamente le guance calde e paffute del neonato. I movimenti sono regolari e ritmici. Poi, le sue dita si spostano verso la fronte e le tempie, zone sensibili dove il tocco può favorire il rilassamento. Il picchiettio è delicato e deciso allo stesso tempo. Il corpicino, fino a quel momento teso, sembra ritrovare un senso di sicurezza e il sonno prende il sopravvento.

Un'ondata di tsunami su TikTok e Instagram

Inizialmente condiviso su profili dedicati ai genitori, il video ha rapidamente superato milioni di visualizzazioni. Sono piovuti commenti entusiasti: genitori sollevati, neomamme grate e padri sorpresi dalla sua apparente efficacia. Alcuni hanno riferito di aver testato il metodo con successo, mentre altri hanno parlato di "calma immediata" dopo ore di pianto. Le condivisioni da parte di influencer del mondo della genitorialità hanno amplificato il fenomeno, trasformando questo consiglio in un argomento essenziale per le discussioni notturne tra genitori stanchi.

Un'ispirazione tratta dal mondo medico

Dietro questo entusiasmo si cela una solida base scientifica. La tecnica si ispira al metodo del Dr. Robert Hamilton, pediatra americano, reso popolare diversi anni fa con il nome di "The Hold". Originariamente, questo approccio prevedeva di tenere il bambino in una posizione di sostegno, incrociando delicatamente le braccia ed esercitando una leggera pressione su alcune zone del viso. L'obiettivo: ricreare una sensazione di continuità corporea simile a quella sperimentata nell'utero. L'infermiera qui adatta questo principio ai bambini molto piccoli, in particolare tra zero e tre mesi, un'età in cui il bisogno di contenimento e di stimoli corporei è particolarmente forte.

Tra entusiasmo e cautela

Questo metodo, presentato come "rapido ed efficace", ha tuttavia suscitato reazioni contrastanti. Alcuni genitori segnalano insuccessi, persino un pianto amplificato, e alcuni utenti di Internet si spingono oltre, sostenendo che il video sia falso perché generato dall'intelligenza artificiale.

Gli operatori sanitari, tuttavia, invitano alla cautela: questo approccio può aiutare i neonati stanchi o leggermente sovrastimolati, ma non è adatto a tutte le situazioni. Un neonato affamato, che soffre di coliche o che prova disagio fisico non sarà placato da semplici gesti, per quanto benintenzionati. Gli esperti sottolineano inoltre che questo metodo non dovrebbe diventare l'unico rituale per evitare la dipendenza da un singolo sonnifero.

In sintesi, questo video ha il merito di mettere in luce un approccio che probabilmente rispetta il corpo del bambino. È un suggerimento tra i tanti per affrontare quelle notti a volte infinite, ricordando sempre che ogni bambino è unico.

Tatiana Richard
Tatiana Richard
Come scrittrice, esploro la bellezza, la moda e la psicologia con sensibilità e curiosità. Mi piace comprendere le emozioni che proviamo e dare voce a chi ci aiuta a comprendere meglio noi stessi. Nei miei articoli, mi sforzo di colmare il divario tra la conoscenza scientifica e le nostre esperienze quotidiane.

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