A partire dai 65 anni, le donne sembrano avere un inaspettato vantaggio in termini di salute rispetto agli uomini.

Quando si parla di salute e aspettativa di vita, i confronti tra donne e uomini sono frequenti. E per una buona ragione: le traiettorie biologiche, sociali e mediche differiscono ancora in modo significativo. In Francia, una recente analisi condotta dalla DREES (Direzione per la Ricerca, gli Studi, la Valutazione e la Statistica) evidenzia una realtà interessante: non solo le donne vivono più a lungo, ma trascorrono anche più anni in buona salute, con corpi funzionali e indipendenti. Questa scoperta ci invita a guardare l'età in modo diverso, andando oltre gli stereotipi allarmistici.

Un nuovo strumento per parlare del corpo che invecchia bene

Per lungo tempo, l'aspettativa di vita è stata l'indicatore principale utilizzato per misurare la salute di una popolazione. Tuttavia, vivere a lungo non dice nulla sulla qualità di quegli anni. È proprio per colmare questa lacuna che il DREES (Direzione di Ricerca, Studi, Valutazione e Statistica) ha integrato nei suoi studi un nuovo indicatore: l'aspettativa di vita senza disabilità. Questo strumento permette di valutare il numero di anni vissuti senza limitazioni importanti, quelle che ostacolano le attività quotidiane o l'indipendenza.

Grazie a questo approccio più articolato, l'invecchiamento appare sotto una luce più complessa. Il corpo non è più visto come un organismo in declino, ma come un alleato capace di resistere, adattarsi e conservare le proprie risorse più a lungo di quanto si pensasse in precedenza.

La Francia è piuttosto ben posizionata in Europa

I risultati di questa analisi sono incoraggianti a livello europeo. La Francia si colloca tra i primi paesi in termini di aspettativa di vita in buona salute a partire dai 65 anni. Gli uomini francesi occupano il quarto posto, mentre le donne sono al terzo.

Questa performance riflette la qualità del sistema sanitario, le politiche di prevenzione e la crescente attenzione al benessere generale. Questi dati servono a ricordare che l'invecchiamento non è solo una questione individuale, ma anche collettiva. Evidenziano un modello in cui il corpo che invecchia è supportato, rispettato e curato.

Le donne mantengono la loro vitalità più a lungo

È a partire dai 65 anni che il divario si amplia ulteriormente. Le donne possono aspettarsi di vivere quasi 12 anni senza disabilità, rispetto ai poco più di 10 degli uomini. Due anni in più per godere di un corpo mobile, capace e presente. Due anni durante i quali l'indipendenza, il piacere di muoversi, uscire, creare o prendersi cura di sé rimangono pienamente accessibili. Questa differenza è osservabile fin dalla nascita. In media, le donne vivono più di 65 anni senza disabilità, mentre gli uomini vivono leggermente meno.

Una dinamica positiva per tutti i corpi

Buone notizie: gli uomini non vengono lasciati indietro. Anche la loro aspettativa di vita in buona salute è in aumento. Dopo la battuta d'arresto causata dalla pandemia, gli indicatori sono di nuovo in crescita. L'invecchiamento sta diventando più lento, più dolce e meglio supportato per l'intera popolazione.

Queste tendenze ci ricordano che ogni corpo, indipendentemente dal genere, ha la capacità di resistere e invecchiare bene, a patto che lo ascoltiamo, lo rispettiamo e gli diamo le cure che merita.

In definitiva, anche se le donne possono sembrare "avvantaggiate" dopo i 65 anni, il messaggio essenziale è altrove: invecchiare può essere sinonimo di salute, indipendenza e sicurezza. E questo vale per tutti.

Anaëlle G.
Anaëlle G.
Sono appassionata di moda, sempre alla ricerca di tendenze che riflettano i nostri tempi. Amo osservare come le persone si vestono, perché lo fanno e cosa la moda rivela di noi. Oltre alle passerelle e alle silhouette, sono le storie ad affascinarmi davvero.

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