Solo il 12% dei sognatori sperimenta questa caratteristica durante il sonno.

Quando ci si addormenta, la mente inizia a muoversi in assoluta libertà. Le forme si trasformano, le emozioni si esprimono senza filtri e il corpo lascia spazio all'immaginazione. Questa esperienza sensoriale, tuttavia, non è la stessa per tutti. Circa il 12% dei sognatori riferisce di vivere i propri sogni senza alcun colore, come se la mente stesse proiettando una pellicola in bianco e nero.

Una minoranza di sognatori con notti monocromatiche

Studi sull'argomento dimostrano che una piccola percentuale della popolazione riferisce di sognare esclusivamente in tonalità di grigio. Per tutti gli altri intervistati, i sogni contengono almeno qualche volta un colore, che si tratti di un cielo luminoso, di un abito vistoso o di un volto familiare. Questo non significa che questi colori vengano sempre ricordati accuratamente al risveglio. Il cervello, benevolo ma selettivo, filtra ciò che ritiene importante ricordare.

È importante ricordare che questa caratteristica non ha nulla a che fare con la frequenza dei sogni. Tutti sognano ogni notte, anche se non tutti li ricordano. Quando ci si sveglia durante la fase REM del sonno, una fase in cui il cervello è molto attivo, la maggior parte delle persone descrive in realtà un mondo ricco e colorato. La mente è quindi pienamente funzionante, indipendentemente dal fatto che si conservi o meno una registrazione cosciente delle sue creazioni notturne.

Quando lo schermo influenza l'immaginazione

Un fatto storico incuriosisce particolarmente i ricercatori. Negli anni '40, la situazione era quasi rovesciata: quasi tre quarti degli americani dichiaravano di sognare raramente, se non mai, a colori. A quel tempo, film e programmi televisivi venivano trasmessi principalmente in bianco e nero. Gli scienziati allora avanzarono l'idea che l'ambiente visivo quotidiano potesse influenzare il modo in cui il cervello compone le immagini durante il sonno.

Un altro studio, pubblicato nel 2008 , rafforza questa ipotesi. Le persone sotto i 25 anni, cresciute in un mondo saturo di colori digitali, riferiscono quasi sempre di fare sogni colorati. Al contrario, tra gli over 55, circa un quarto descrive ancora sogni in bianco e nero. Questa correlazione non è una prova assoluta, ma suggerisce che il cervello, flessibile e adattabile, attinge a ciò che conosce meglio per alimentare i suoi scenari notturni.

Il mistero persistente dei sogni

Nonostante queste affascinanti osservazioni, il sogno rimane un territorio in gran parte inesplorato. I ricercatori concordano sulla sua complessità, ma non sono d'accordo sulla sua esatta funzione. Per alcuni, il sogno serve a riordinare i ricordi e rafforzare l'apprendimento. Per altri, è uno spazio sicuro in cui la mente può gestire le emozioni, testare situazioni sociali o semplicemente permettere all'attività cerebrale spontanea di svilupparsi.

In ogni caso, i tuoi sogni sono una testimonianza della vitalità della tua mente. Che siano in bianco e nero o a colori, contribuiscono al tuo equilibrio interiore. Ci ricordano che il tuo cervello, come il tuo corpo, merita rispetto, attenzione e gentilezza. Accettare l'unicità delle tue notti significa anche celebrare la diversità delle esperienze umane.

In definitiva, che tu faccia parte del 12% più ricco o della maggioranza, poco importa. I tuoi sogni, qualunque essi siano, sono una prova luminosa, o sottilmente sfumata, della ricchezza del tuo mondo interiore.

Anaëlle G.
Anaëlle G.
Sono appassionata di moda, sempre alla ricerca di tendenze che riflettano i nostri tempi. Amo osservare come le persone si vestono, perché lo fanno e cosa la moda rivela di noi. Oltre alle passerelle e alle silhouette, sono le storie ad affascinarmi davvero.

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