I social media possono essere un incredibile parco giochi, ma anche un vero e proprio campo minato. Cyril Schreiner, un content creator francese noto per i suoi video divertenti su TikTok e Instagram, lo ha imparato a sue spese. Il suo ultimo "scherzo", che simulava il rapimento del suo carlino Albert, ha scatenato un'enorme ondata di rabbia online, trasformando quello che lui considerava uno "scherzo" in uno scandalo virale.
La bufala che è andata troppo oltre
Tutto è iniziato circa un mese fa. Cyril Schreiner ha creato un falso filmato di sorveglianza che mostrava il presunto rapimento di Albert da parte di sconosciuti mascherati (non ha nemmeno usato il suo vero cane: un sacco di patate è servito da sostituto). Il 5 febbraio, ha pubblicato un toccante video in cui "trovava" Albert, fingendo un immenso sollievo. I suoi follower, commossi dalla storia, hanno poi condiviso le loro storie di animali domestici smarriti, credendo che l'intera vicenda fosse una messa in scena.
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La confessione e le scuse pubbliche
Di fronte a crescenti pressioni e polemiche, Schreiner ha ammesso la sua bugia il 10 febbraio in un video di scuse pubblicato su TikTok e Instagram. Ha spiegato che la sua intenzione iniziale era puramente umoristica: "Volevo creare intrattenimento, gioia", ha detto, pur riconoscendo che alcune cose "non sono adatte agli scherzi". Ha ammesso di aver agito in modo sconsiderato e ha insistito sul fatto che non aveva mai avuto intenzione di mancare di rispetto a persone che avevano effettivamente perso i loro animali domestici.
Cyril Schreiner ha anche raccontato di aver vissuto "un anno personale difficile", segnato da una graduale disillusione nei confronti dei social media e da una produzione quasi automatica di video. Sostiene di non aver agito per calcolo finanziario, ma ammette di aver perso collaborazioni, credibilità e denaro a causa di questo finto rapimento.
La rabbia esplosiva degli internauti
Nonostante queste scuse, la reazione del pubblico è stata feroce. Migliaia di utenti di Internet hanno espresso la loro indignazione, definendo il gesto "manipolativo", "irrispettoso" o peggio. Molti hanno ritenuto che "questa bufala banalizzi il dolore delle famiglie che hanno realmente subito un furto di animali domestici". Le richieste di boicottaggio si sono moltiplicate: i "Mi piace" sono stati rimossi, gli abbonamenti annullati e ci sono state persino minacce di azioni legali contro le piattaforme per disinformazione. In pochi giorni, Cyril Schreiner è passato dall'essere un influencer popolare a un paria digitale.
Questo caso illustra perfettamente i rischi della creazione di contenuti a qualsiasi costo. Cyril Schreiner, che ha costruito la sua reputazione sull'umorismo assurdo e sugli sketch familiari, si unisce a una lista di influencer che hanno oltrepassato i limiti dell'umorismo. La vita degli animali non è qualcosa con cui scherzare, ed è inaccettabile sfruttare la loro situazione per generare entusiasmo. Fingere un rapimento di animali, anche per un presunto sketch, banalizza un trauma reale vissuto da migliaia di famiglie i cui animali domestici sono stati tragicamente rubati. Questo tipo di contenuti oltrepassa un limite etico: dietro l'umorismo si nasconde una sofferenza reale, e questo non dovrebbe mai essere usato come mero "materiale comico".
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In definitiva, questa controversia non è solo uno "scandalo isolato": serve da monito a tutti i creatori di contenuti e alle loro community. Coinvolgimento e entusiasmo non dovrebbero avere la precedenza sul rispetto e sulla responsabilità. Il caso di Cyril Schreiner e del suo carlino Albert dimostra che sui social media il confine tra umorismo e mancanza di rispetto può essere molto sottile.
