Cos'è il "mogging", questa tendenza che trasforma la bellezza in competizione?

TikTok adora inventare nuove parole. Alcune sono innocue, altre meritano maggiore attenzione. È il caso di "mogging", un termine diventato virale tra la Generazione Z. Dietro la sua apparente leggerezza, tuttavia, si cela una visione della bellezza ben meno innocua: quella di una costante corsa al confronto con gli altri.

Mogging, ovvero l'arte di "superare" gli altri

Il termine "mogging" deriva dall'acronimo AMOG, che sta per "Alpha Male Of the Group" (Maschio Alfa del Gruppo). Apparsa a metà degli anni 2010 su alcuni forum maschilisti, questa espressione si riferisce all'essere considerati "più attraenti di un'altra persona".

L'idea? Non semplicemente prendersi cura di sé o apprezzare la propria immagine riflessa, ma usare il proprio aspetto come indicatore di dominio sociale. In altre parole, la bellezza diventa uno strumento di gerarchia, dove bisogna essere sempre "migliori" degli altri.

Quando l'apparenza diventa performance

Il mogging fa parte di una tendenza più ampia: il " lookmaxxing ", che potrebbe essere tradotto come "massimizzazione del proprio aspetto". Questo movimento incoraggia l'uso di molteplici strategie per conformarsi a determinati ideali fisici: routine di cura della pelle estremamente intensive, allenamenti rigorosi o esercizi progettati per "rimodellare i tratti del viso".

Prendersi cura di sé non è certo un problema. Il pericolo sorge quando il valore personale viene ridotto a un presunto standard di bellezza. In quest'ottica, il corpo non è più uno spazio di espressione o di benessere, ma un "progetto da perfezionare incessantemente". Eppure, ogni silhouette racconta una storia diversa. Volti, forme del corpo e caratteristiche uniche contribuiscono a questa diversità che rende ogni persona irripetibile. Non esiste una gerarchia universale di bellezza, nonostante ciò che alcuni discorsi cercano di far credere.

Conseguenze molto concrete sul morale

Gli esperti mettono in guardia sugli effetti di queste tendenze sulla salute mentale dei giovani. L'esposizione ripetuta a contenuti incentrati sul confronto fisico può aumentare l'ansia sociale, le insicurezze e una percezione distorta del proprio corpo.

La visione binaria promossa da alcuni fautori del "mogging" (ovvero la tendenza a essere o "naturalmente dotati" o destinati al fallimento) lascia poco spazio alle sfumature. Può alimentare un persistente senso di inadeguatezza, soprattutto in una fase della vita in cui l'autostima è ancora in fase di sviluppo.

Una parola che è diventata uno scherzo... davvero?

Oggi, il termine ha ampiamente superato i confini delle comunità da cui ha avuto origine. Su TikTok, viene spesso usato in modo umoristico per descrivere qualcuno che "ruba la scena" con il suo carisma o la sua presenza. Persino alcune personalità pubbliche ci scherzano su durante le interviste. Una parola perde completamente il suo peso simbolico quando diventa oggetto di scherno? La questione rimane aperta. Le espressioni che adottiamo spesso portano con sé una parte della loro storia, anche se il loro utilizzo si evolve.

Ripensare il nostro rapporto con la bellezza

Il successo del mogging rivela soprattutto come i social media possano incoraggiare continui confronti. Chi è il più fotogenico? Chi sembra il più desiderabile? Chi meglio si adatta alle tendenze del momento? Di fronte a questa pressione, merita di essere evidenziato un altro approccio: quello di una bellezza pluralistica, libera da classifiche. Una bellezza che celebra la fiducia in se stessi, l'autenticità e il rispetto per le differenze, piuttosto che un'impossibile ricerca della perfezione.

In fondo, il tuo valore non si misura con i like, le tendenze di TikTok o lo sguardo comparativo degli altri. Quindi, cosa succederebbe se smettessimo di cercare di "superare" chi ci sta intorno e imparassimo semplicemente ad abitare il nostro corpo con gentilezza?

Anaëlle Gayon
Anaëlle Gayon
Sono appassionata di moda, sempre alla ricerca di tendenze che riflettano i nostri tempi. Amo osservare come le persone si vestono, perché lo fanno e cosa la moda rivela di noi. Oltre alle passerelle e alle silhouette, sono le storie ad affascinarmi davvero.

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