Una camicia bianca con una macchia marroncina, come se il ferro da stiro fosse scivolato... e un prezzo di quasi 1.000 dollari. È bastato questo per infiammare i social media. Dietro le risate, l'indignazione e il fascino, sorge una domanda autentica: e se l'imperfezione fosse diventata il nuovo linguaggio del lusso?
ABBIGLIAMENTO: l'ironia come firma
Il marchio VETEMENTS, guidato da Guram Gvasalia, ha recentemente presentato una camicia bianca volutamente segnata da una traccia che ricorda una bruciatura da ferro. Un dettaglio che, in un'altra vita, avrebbe scatenato una crisi prima di un incontro importante. Qui, diventa il cuore del design.
Con un prezzo di circa 1.000 dollari secondo diversi media specializzati, il capo gioca con un simbolo universale: per decenni, la camicia impeccabile e stirata alla perfezione ha simboleggiato serietà, controllo e rispettabilità. Con questa versione "vissuta", il difetto non è più nascosto. È accolto.
Sui social media, le reazioni sono contrastanti. Alcuni applaudono la provocazione, fedele al DNA concettuale del marchio VETEMENTS. Altri la denunciano come un eccesso dell'industria del lusso, sostenendo che un capo dall'aspetto vissuto non dovrebbe avere un prezzo del genere.
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Un'eredità concettuale: da Maison Margiela a oggi
L'approccio non è nuovo. Nel 2007, Martin Margiela presentò una canotta per Maison Margiela chiamata "Iron Burn", anch'essa caratterizzata da un effetto bruciatura simulato. Già allora, i capi sembravano portare i segni di una storia: cuciture a vista, fodere a vista e materiali volutamente invecchiati.
Questa estetica aveva già messo in discussione la definizione classica di lusso, a lungo associata a "perfezione immacolata" e "novità abbagliante". Perché un capo dovrebbe perdere automaticamente valore solo perché porta il nome di un marchio? E se, al contrario, quel marchio diventasse un elemento desiderabile? La camicia VETEMENTS rientra chiaramente in questa categoria: trasforma ciò che normalmente verrebbe percepito come un "difetto" in una firma visiva.
L'imperfezione è il nuovo codice chic?
Nelle ultime stagioni, diverse case di moda hanno esplorato l'idea di un abbigliamento intenzionalmente imperfetto. Da Prada, sotto la direzione di Miuccia Prada e Raf Simons, silhouette stropicciate o rovinate hanno impreziosito la passerella. Acne Studios, invece, propone regolarmente jeans sbiaditi, patinati o macchiati, la cui usura è stata meticolosamente curata in atelier.
Secondo le analisi pubblicate da Vogue e Business of Fashion, il lusso contemporaneo non si basa più solo su brillantezza e perfezione, ma si fonda anche sulla narrazione, sull'intento artistico e su una dichiarazione d'intenti.
Provocazione di marketing o riflessione culturale?
La viralità della camicia VETEMENTS è dovuta in gran parte al suo prezzo. Nell'immaginario collettivo, una macchia o una bruciatura diminuiscono il valore di un capo. Qui, lo giustificano. Questo rovesciamento alimenta il dibattito globale: la moda di lusso cerca di sfidare i nostri canoni estetici o semplicemente di generare buzz?
I sociologi della moda ci ricordano che il lusso si manifesta attraverso la distinzione. Ciò che per alcuni sembra assurdo può diventare un segno di appartenenza per altri. L'oggetto trascende la sua funzione pratica per diventare un simbolo culturale. In un contesto in cui sostenibilità e semplicità sono sempre più apprezzate, vedere un capo progettato per imitare l'usura venduto a un prezzo elevato può sembrare paradossale. Eppure, alcuni lo vedono anche come un modo per normalizzare i segni del tempo, per demistificare l'idea del "capo perfetto".
Al di là della controversia, questa maglietta solleva una domanda più ampia: perché associamo ancora il valore alla completa assenza di difetti? In altri ambiti – il corpo, la pelle, i capelli – gli atteggiamenti si stanno evolvendo verso una maggiore accettazione e autenticità. Anche la moda sembra esplorare questa strada.
In definitiva, la camicia "danneggiata" del marchio VETEMENTS è più di una semplice trovata di marketing. Fa parte di una tradizione concettuale che mette in discussione la perfezione, il valore e il nostro rapporto con gli oggetti. Che la si trovi brillante o sconcertante, ha già ottenuto qualcosa: innescare un dibattito globale su ciò che consideriamo desiderabile. E a volte, nel lusso come altrove, è proprio questa discussione a creare valore.
