Cos'è il "test della borsa" durante un colloquio di lavoro?

E se la tua borsa diventasse oggetto di valutazione professionale? Una pratica chiamata "test della borsa" sta prendendo sempre più piede in alcuni processi di reclutamento. Presentata come "un metodo per analizzare l'organizzazione o la personalità", sta suscitando numerose critiche, in particolare per quanto riguarda la privacy e l'uguaglianza.

Un metodo di reclutamento piuttosto sorprendente, per usare un eufemismo.

Il "test della borsa" consiste nel chiedere a un candidato di mostrare o svuotare il contenuto della sua borsa durante un colloquio. L'idea dichiarata è quella di osservare come sono disposti gli oggetti per dedurre determinati tratti caratteriali.

Portafoglio, chiavi, trucchi, quaderno, snack o scontrini diventano quindi presunti indizi per rivelare l'organizzazione personale del candidato. Secondo la logica di questo test, una borsa strutturata con scomparti dedicati dimostrerebbe una mente metodica e rigorosa, mentre una borsa più sovraccarica o meno organizzata potrebbe essere interpretata – erroneamente – come un segno di disorganizzazione. Inoltre, questa pratica, diffusa soprattutto sui social media, si rivolge quasi esclusivamente alle donne.

Cosa pensano di analizzare i reclutatori

I reclutatori che promuovono questo approccio sostengono che sia un modo per andare oltre il CV e osservare la "vita reale" di un candidato. Ritengono che diversi aspetti siano rivelatori:

  • Organizzazione personale: la presenza di tasche, contenitori strutturati o un kit di oggetti utili verrebbe interpretata come prova di anticipazione e di gestione efficace della vita quotidiana.
  • Personalità: alcuni oggetti potrebbero essere percepiti come indizi su abitudini o interessi.
  • Priorità e preparazione: un quaderno, un libro o un caricabatterie potrebbero suggerire curiosità, preparazione o praticità.

Tuttavia, queste interpretazioni si basano in gran parte su ipotesi. Una borsa piena potrebbe semplicemente riflettere uno stile di vita frenetico, una personalità organizzata o la necessità di portare con sé diversi oggetti utili in una giornata frenetica. L'organizzazione personale non riguarda solo l'aspetto di un accessorio.

Una pratica altamente controversa

Il "test della borsa" è altamente divisivo. Molti lo denunciano come uno strumento profondamente fazioso.

  • In primo luogo, solleva una questione di uguaglianza. Gli uomini raramente si trovano ad affrontare richieste equivalenti per quanto riguarda i loro effetti personali. Pertanto, prendere di mira semplicemente un accessorio associato alle donne rafforza uno squilibrio nella valutazione dei candidati.
  • Inoltre, questo tipo di richiesta può rivelare oggetti intimi: farmaci, prodotti per l'igiene personale, documenti personali. Chiedere a qualcuno di rivelare questi oggetti in un contesto professionale può essere percepito come un'intrusione nella sua privacy.

In Francia, la legislazione regolamenta rigorosamente le modalità di reclutamento. Il Codice del Lavoro vieta domande o pratiche che violano la privacy o non sono direttamente correlate alle competenze richieste per la posizione. In questo contesto, l'ispezione del contenuto di una borsa personale non è considerata un metodo di valutazione legittimo. Ciononostante, questa pratica può comunque verificarsi in contesti informali o in alcune culture aziendali meno consapevoli di questi aspetti.

In definitiva, il "test della borsa" è tanto affascinante quanto sconcertante, perché mette in luce alcuni pregiudizi ancora presenti nei processi di reclutamento. Giudicare un candidato in base al contenuto della sua borsa equivale a proiettare stereotipi piuttosto che a valutare le reali competenze. Il successo professionale, tuttavia, non si misura da come si organizzano i propri effetti personali.

Léa Michel
Léa Michel
Appassionata di skincare, moda e cinema, dedico il mio tempo a esplorare le ultime tendenze e a condividere consigli stimolanti per sentirsi bene nella propria pelle. Per me, la bellezza risiede nell'autenticità e nel benessere, ed è questo che mi motiva a offrire consigli pratici per coniugare stile, cura della pelle e realizzazione personale.

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