La società cerca di rinchiuderci in angusti schemi in cui la nostra personalità non ha quasi spazio per esprimersi. Dobbiamo adattarci a un modello predefinito per evitare di essere etichettati come "strani" o derisi. Tuttavia, nel tentativo di integrarci a tutti i costi, finiamo per distruggere ciò che ci definisce e ci rende unici. Una triste realtà che la content creator Liv Nevill (@livnevill) è riuscita a illustrare attraverso una metafora visiva tanto potente quanto brutale.
Un'immagine emblematica dell'espressione "rientrare in uno schema".
Nel corso della nostra vita, abbiamo sempre imparato a "seguire la massa". Tutto è iniziato nel cortile della scuola, la prova definitiva di come gli altri ci percepivano. Invece di scegliere liberamente i vestiti, li selezionavamo in base alla loro popolarità e per conformarci alle dinamiche del gruppo. Sfoggiavamo la frangia laterale quando era di gran moda, pur sapendo che non era l'acconciatura più adatta. Abbiamo ceduto alla tendenza emo-goth, anche se la nostra vera natura era più romantica e kawaii. Perché se ci fossimo discostati da questa uniformità collettiva, avremmo rischiato di diventare un capro espiatorio, un bersaglio facile.
A volte, bastava un singolo, ridicolo dettaglio per subire la stessa sorte del brutto anatroccolo: un brufolo purulento nel posto sbagliato, l'apparecchio per i denti, jeans senza logo o una borsa giudicata troppo "infantile" da un'orda spietata di adolescenti preadolescenti. Così ci siamo abituati a reprimere i nostri gusti, i nostri desideri, le nostre opinioni, finché la nostra intera identità non è scomparsa sotto una patina di apparenze.
Conformarsi era quasi un mezzo di sopravvivenza. Eppure, mentre ci sentivamo "protetti" aderendo a queste regole non scritte ma tacite, alla fine ci ha distrutti. La content creator Liv Nevill (@livnevill) ha catturato questo autosabotaggio in un breve video molto esplicito. Cerca di far entrare un piatto rotondo in un bicchiere alto. Non serve essere un esperto di geometria per sapere che è impossibile. Quindi, per riuscirci, getta il piatto a terra, frantumandolo in mille pezzi. In questo modo, il piatto entra nel bicchiere, e il messaggio va ben oltre il semplice utilizzo delle posate.
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"Smetti di farti del male": il messaggio preventivo di fondo
Questo video non è un rompicapo matematico, né un gioco di logica che coinvolge il contenuto della dispensa. È l'incarnazione di una cattiva abitudine che tutti abbiamo acquisito almeno una volta nella vita. Chi non ha mai rinunciato a indossare un vestito per paura delle conseguenze? Chi non ha mai mentito sui propri gusti musicali o sulla propria canzone preferita, scegliendo invece un brano più "accettabile" e universalmente apprezzato?
Questo è ciò che la content creator Liv Nevill (@livnevill) cerca di trasmettere, armata della sua compassione. Con questa vivida metafora, mira a sensibilizzare. "Cosa succede quando cerchi di rimpicciolirti per integrarti?", scrive nella didascalia della foto, sottolineando le conseguenze di una simile "compressione".
Come lei stessa afferma, nel tentativo di conformarci a un ideale sociale , "ci separiamo e trascuriamo parti di noi stessi". Le schegge di cibo sono la personificazione della nostra identità, ridotta a nulla, frammentata, danneggiata. Queste scatole sono in realtà gabbie, che imprigionano tutto ciò che ci rende ciò che siamo. Solo che non vogliamo essere come una bambola Barbie rinchiusa nella sua teca di plastica.
Un invito a riconciliarsi con se stessi
Questa metafora è così efficace perché mette in luce una violenza silenziosa che spesso banalizziamo: il bisogno di cambiare costantemente noi stessi per guadagnarci il nostro posto. Non stiamo parlando di un semplice cambio di stile o del desiderio di evolversi, ma di quei piccoli compromessi ripetuti che alla fine ci allontanano da ciò che siamo veramente.
Nella nostra ricerca di convalida, accettazione o semplicemente di essere lasciati in pace, a volte impariamo a reprimere certe parti di noi stessi. Una passione considerata strana, una personalità ritenuta troppo esuberante, una sensibilità considerata eccessiva, un modo di vestire che si discosta dalla norma... Tutto ciò che spicca diventa sospetto. Quindi, piuttosto che rischiare di essere criticati, a volte scegliamo di sparire.
Per molto tempo ci è stato insegnato che essere diversi era un ostacolo. Eppure, sono proprio queste imperfezioni a creare il nostro fascino, i nostri ricordi, i nostri incontri e il nostro modo unico di vedere il mondo. Ciò che a volte abbiamo cercato di nascondere è spesso ciò che ci rende più memorabili.
I frammenti del piatto rotto nel video di Liv Nevill (@livnevill) possono quindi essere visti come un'altra immagine: quella dei frammenti di sé stessi che un giorno si possono ricomporre. Nulla ci obbliga a rimanere intrappolati nello stampo in cui abbiamo cercato di inserirci. Possiamo ricomporre i pezzi, riscoprire desideri dimenticati, riconnetterci con gusti che avevamo abbandonato e imparare a guardarci con più gentilezza.
