Si tratta di precauzioni che molte donne adottano quando corrono da sole.

Indossare le scarpe da ginnastica, prendere una boccata d'aria fresca e godersi un momento per sé: questo è ciò che la corsa significa per molti. Eppure, per molte donne, questa pausa comporta anche una serie di riflessi automatici volti a garantire la loro sicurezza. Una campagna australiana sta ora riportando alla ribalta questa realtà.

Corri, ma resta sempre in allerta.

In vista della Giornata Internazionale della Donna 2026, il marchio australiano di abbigliamento sportivo LSKD ha lanciato una campagna intitolata "Lei corre, ma non si limita a correre". L'obiettivo è semplice: mostrare la realtà che si cela dietro la corsa, ben lontana dalle immagini di libertà spesso enfatizzate dalla pubblicità.

Il messaggio si basa su un'osservazione significativa: secondo la campagna, il 92% delle donne afferma di sentirsi preoccupata per la propria sicurezza quando va a correre. Questa statistica illustra una realtà ampiamente condivisa, a prescindere dalle capacità atletiche o dall'esperienza.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Shelley Zalis (@shelleyzalis)

Una preparazione che va ben oltre il semplice riscaldamento.

Ancor prima di iniziare a correre, molte runner adottano una serie di precauzioni che sono diventate quasi automatiche. Verificare che il telefono sia sufficientemente carico, scegliere un percorso ben illuminato e frequentato, evitare determinate zone o orari, informare una persona cara del proprio itinerario... queste abitudini si aggiungono alla tradizionale preparazione fisica.

Durante la gara, entrano in gioco altri riflessi: tenere le chiavi a portata di mano, limitare il volume della musica per rimanere consapevoli di ciò che ci circonda, o persino cambiare percorso se una situazione sembra scomoda. Prese singolarmente, queste azioni possono sembrare insignificanti. Insieme, tuttavia, dimostrano una costante vigilanza.

Un carico mentale spesso invisibile

Al di là delle precauzioni pratiche, la campagna mette in luce una realtà più sottile: l'ipervigilanza. Osservare i passanti, anticiparne i comportamenti, attraversare la strada, accelerare o rallentare a seconda delle circostanze... per molte donne, questi calcoli sono quasi istintivi. Sono parte integrante delle loro uscite, a volte da anni. Questa costante attenzione consuma energie e trasforma un momento che dovrebbe essere sinonimo di benessere in un esercizio in cui la sicurezza rimane sempre presente sullo sfondo.

Un messaggio che sfida l'intera società

Lo slogan della campagna riassume la sua ambizione: "La sicurezza non dovrebbe essere una strategia". Invece di ricordare alle donne le precauzioni da prendere, LSKD le invita a cambiare prospettiva. L'idea è di sottolineare che la responsabilità di un cosiddetto spazio pubblico sicuro non può ricadere unicamente sulle donne che lo frequentano.

Il marchio incoraggia quindi ogni persona ad adottare comportamenti rispettosi: evitare atteggiamenti che possano essere percepiti come intimidatori, intervenire di fronte a comportamenti inappropriati o interrogarsi sull'impatto delle proprie azioni.

Una campagna che ha avuto ampia risonanza

Diffusa sui social media, l'iniziativa ha rapidamente generato numerose reazioni. Migliaia di donne hanno condiviso le proprie esperienze e descritto le abitudini che hanno sviluppato per correre con maggiore serenità. La questione ha persino varcato i confini australiani. Mette in luce una realtà riconosciuta da molti e già affrontata da altre campagne, soprattutto nel mondo dello sport.

Dando voce ai corridori, questa iniziativa contribuisce a rendere visibile un'esperienza spesso trascurata. Inoltre, apre un dialogo più ampio su come rendere gli spazi pubblici luoghi in cui tutti possano praticare attività fisica con maggiore serenità.

In definitiva, il messaggio è universale: correre dovrebbe essere prima di tutto un momento di libertà, piacere e fiducia, senza che la sicurezza diventi una preoccupazione costante.

Fabienne Baure
Fabienne Baure
Sono Fabienne, scrittrice per il sito web The Body Optimist. Sono appassionata del potere delle donne nel mondo e della loro capacità di cambiarlo. Credo che le donne abbiano una voce unica e importante da offrire e mi sento motivata a fare la mia parte per promuovere l'uguaglianza. Faccio del mio meglio per sostenere iniziative che incoraggiano le donne a farsi sentire e a farsi sentire.

LAISSER UN COMMENTAIRE

S'il vous plaît entrez votre commentaire!
S'il vous plaît entrez votre nom ici

Una malattia cronica ha infranto il suo sogno di diventare prima ballerina, ma la sua storia non finisce qui.

Kate Stanforth (@katestanforth) dimostra che i sogni possono evolversi senza mai svanire. Privata di una carriera da ballerina...

Street workout: quando le donne si appropriano degli spazi pubblici, le regole cambiano

In molte città stanno nascendo aree per l'allenamento all'aperto, e sebbene siano pensate per tutti, sono frequentate principalmente...

La "tassa rosa": perché alcuni prodotti "da donna" costano di più

Potreste esservi già imbattuti in due prodotti quasi identici… con la differenza che uno, destinato alle donne, è...

"Non ce la farai a sollevarlo da solo": così risponde questo motociclista a uno stereotipo ancora diffuso

La patente per la moto non è un privilegio maschile e molte donne guidano moto potenti o accelerano...

A 101 anni, questa donna continua a nuotare e condivide la sua visione di una "vita lunga e attiva".

A 101 anni, Betty Morris ispira con la sua energia e la sua gioia di vivere. Questa residente...

Calcio femminile: denuncia chi critica l'aspetto fisico delle giocatrici anziché il loro talento.

Mentre milioni di spettatori in tutti i continenti seguono con passione la Coppa del Mondo FIFA 2026™, le...