Kate Stanforth (@katestanforth) dimostra che i sogni possono evolversi senza mai svanire. Privata di una carriera da ballerina professionista a soli 14 anni da una malattia cronica, ha trovato un nuovo modo per mantenere viva la sua passione e spingere i confini della danza.
Un'infanzia scandita dalla passione per il balletto.
Per Kate Stanforth, la danza è sempre stata fondamentale. Ha scoperto il balletto all'età di due anni e, ben presto, questa passione è diventata la sua vera e propria vocazione. A otto anni, si è iscritta a un corso di formazione pre-professionale con un obiettivo preciso: diventare una ballerina. Per oltre un decennio si è allenata intensamente e ha costruito il suo futuro attorno al palcoscenico. Tra gli obiettivi che si era prefissata c'erano importanti compagnie britanniche come il Royal Ballet e la Rambert. Il suo sogno sembrava prendere forma, alimentato da anni di duro lavoro, disciplina e determinazione.
Una malattia cronica che cambia il corso della sua storia
A 14 anni, proprio mentre si avvicinava al suo obiettivo, la sua vita ha preso una svolta drammatica. Kate Stanforth ha sviluppato i primi sintomi di encefalomielite mialgica (ME), nota anche come sindrome da stanchezza cronica. Questa complessa malattia neurologica causa un esaurimento profondo e persistente, oltre a numerosi sintomi che possono limitare gravemente le attività quotidiane.
Per la giovane ballerina, la conseguenza fu difficile da accettare: dovette smettere di ballare. Inizialmente, questa interruzione sembrò temporanea. Col passare del tempo, Kate Stanforth (@katestanforth) capì che la sua carriera di ballerina professionista, così come l'aveva immaginata, non poteva riprendere allo stesso modo.
Elaborare il lutto per un sogno al fine di reinventarsi
Per diversi anni, Kate ha attraversato un periodo di profonda trasformazione personale. La danza, che era sempre stata per lei fonte di gioia e appagamento, è diventata anche un argomento doloroso. Spiega di aver avuto difficoltà a parlarne a lungo, poiché la perdita di questa parte della sua identità era troppo difficile da sopportare. Col tempo, però, la sua salute ha iniziato a stabilizzarsi. Invece di voltare pagina completamente con il balletto, ha scelto di riscoprire questo mondo in un modo diverso.
Si aprì quindi per lei una nuova strada: trasmettere le sue conoscenze diventando insegnante di danza. Questo passo le permise di riconnettersi con la sua arte, instaurando al contempo un rapporto diverso con la disciplina che aveva plasmato tutta la sua vita. La danza non era più solo un obiettivo da raggiungere, ma uno spazio di espressione, condivisione e crescita personale.
Un nuovo modo di ballare e di cambiare mentalità.
Il suo percorso ha preso una nuova direzione quando ha scoperto la danza in carrozzina. Questo approccio le ha permesso di continuare a esplorare il movimento e di immaginare un balletto più inclusivo, in cui ogni corpo possa trovare il proprio posto. Ora insegnante di danza classica qualificata, Kate Stanforth (@katestanforth) collabora con importanti istituzioni artistiche, tra cui New Adventures di Matthew Bourne, il Royal Ballet e la Rambert Dance Company.
Partecipa inoltre a diversi progetti di moda e televisivi, tra cui collaborazioni per la London Fashion Week e produzioni trasmesse da BBC, ITV e Channel 4. La sua carriera dimostra che la danza non si limita a una figura perfetta o a una performance impeccabile. Può essere anche espressione di creatività, adattabilità e fiducia in se stessi.
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Promuovere una danza più inclusiva
Nonostante la sua esperienza, Kate Stanforth continua a riscontrare ostacoli per gli artisti con disabilità, in particolare nel balletto classico. Ritiene che i ballerini con disabilità debbano spesso dimostrare il proprio valore più a lungo per essere considerati veri artisti.
Per Kate Stanforth (@katestanforth), l'accessibilità non diminuisce l'eccellenza artistica. Al contrario, può arricchire la disciplina apportando nuove prospettive. Per questo motivo, si batte per programmi di formazione più accessibili, una migliore rappresentanza dei ballerini con disabilità e pari opportunità all'interno delle compagnie professionali.
Nonostante le difficoltà affrontate, l'ambizione di Kate Stanforth rimane immutata: tornare un giorno sul palcoscenico di un teatro per esibirsi professionalmente nel balletto. La sua storia ci ricorda che i sogni non scompaiono necessariamente quando la vita ci mette alla prova. Possono cambiare forma, prendere una nuova direzione e diventare persino più forti.
