Prima dei Mondiali, il look di Rihanna potrebbe far rivivere una tendenza

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Ad ogni sua apparizione, Rihanna trasforma anche il marciapiede più piccolo in una passerella improvvisata. Ai primi di giugno, a New York, la cantante e imprenditrice barbadiana ha nuovamente attirato l'attenzione con un look che fondeva influenze sportive con eleganza urbana. Ora che i Mondiali di calcio del 2026 sono nel pieno svolgimento (dall'11 giugno al 19 luglio), il suo stile potrebbe benissimo confermare il ritorno di una tendenza che è già pronta a decollare.

Quando la maglia da calcio cambia campo

Avvistata al Governors Ball Music Festival, dove si esibiva il suo compagno A$AP Rocky, Rihanna ha sfoggiato un mix di stili sorprendente ma efficace. Il pezzo forte: una maglia da calcio nera oversize con il numero 18 stampato sopra. Invece di abbinarla a pantaloni casual, l'artista ha optato per una gonna midi a tubino nera, impreziosita da dettagli arricciati e un orlo a balze. Un modo per giocare con i contrasti e ricordare a tutti che nella moda non esistono regole fisse.

Per completare il suo look, Rihanna ha optato per décolleté bianche a punta, una borsa Louis Vuitton, gioielli d'oro a strati e occhiali da sole oversize. Questa combinazione dimostra che l'abbigliamento sportivo può trovare perfettamente posto in un guardaroba sofisticato.

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"Blockcore", ovvero l'arte di sovvertire i codici

Questa fusione di stili ha un nome: "blokecore". Resa popolare su TikTok negli ultimi anni, questa estetica reinterpreta gli outfit tipici dei tifosi di calcio britannici. Magliette vintage, un look rilassato e riferimenti alla cultura calcistica diventano elementi integranti di questo stile.

Considerato a lungo una tendenza di nicchia, questo stile ha gradualmente conquistato figure influenti nel mondo della moda. Indossato con una gonna fluida, ballerine o tacchi, il jersey si sta allontanando dalla sua immagine strettamente sportiva per diventare un capo di moda a tutti gli effetti. Il fascino del blockcore risiede anche nella sua libertà: incoraggia a creare outfit che riflettano la propria personalità, i propri gusti e i propri desideri, senza essere limitati a categorie predefinite.

Un capo già radicato nella cultura della moda

Sebbene Rihanna stia attualmente contribuendo a riportare la maglia da calcio sotto i riflettori, la sua storia nella moda risale a molto tempo prima. Già negli anni '90, David Beckham ha giocato un ruolo chiave nel cambiare l'immagine della maglia, indossandola ben oltre lo stadio. Nel corso del tempo, questo capo è diventato un simbolo culturale, crocevia tra passione sportiva ed espressione stilistica.

Negli anni 2010, stilisti come Virgil Abloh e Kim Jones ne hanno consolidato la legittimità incorporandone i codici nelle collezioni di lusso e streetwear. Ora, sta comparendo in silhouette più raffinate, come quella disegnata da Rihanna.

La maglia da calcio, protagonista inaspettata dei Mondiali del 2026.

Il tempismo è ovviamente perfetto per questa tendenza. Dall'11 giugno, i Mondiali del 2026 dominano le conversazioni e ispirano i guardaroba. In questo contesto, la maglia da calcio si è affermata come uno dei capi chiave della stagione. Lontana da regole e silhouette rigide, questa tendenza celebra soprattutto il piacere di vestirsi secondo il proprio stile. Tifare per una squadra, amare la moda o unire le due cose: perché scegliere?

Con questo look sorprendente, Rihanna ci ricorda soprattutto che un capo d'abbigliamento può raccontare molteplici storie contemporaneamente. E quest'estate, la maglia da calcio potrebbe benissimo diventare l'alleata di stile di chi ama coniugare comfort, personalità e creatività.

Fabienne Baure
Fabienne Baure
Sono Fabienne e scrivo per il sito web The Body Optimist. Sono appassionata del potere delle donne nel mondo e della loro capacità di cambiarlo. Credo che le donne abbiano una voce unica e importante da offrire e mi sento motivata a fare la mia parte per promuovere l'uguaglianza. Mi impegno al massimo per sostenere le iniziative che incoraggiano le donne a farsi avanti e a far sentire la propria voce.