La pianista e cantante americana Alicia Keys vanta una carriera di oltre 25 anni, 17 Grammy Awards e 90 milioni di album venduti. Basti dire che sa di cosa parla. E ciò che ha dichiarato al Times di Londra ha avuto immediatamente risonanza ben oltre il mondo della musica.
Parole che colpiscono nel segno
In una recente intervista al Times di Londra, Alicia Keys ha espresso un giudizio durissimo sull'industria musicale: "Il mondo della musica sta diventando una rete di vecchi scapoli, e a tutte le incredibili donne che lavorano come ingegnere del suono e produttrici non viene data la possibilità di emergere". Queste sono parole dirette e senza peli sulla lingua di una donna che è stata autrice, compositrice, produttrice e interprete fin dagli esordi della sua carriera.
2%: la cifra che riassume tutto
Alicia Keys non si limita a osservazioni qualitative; offre una statistica: le donne rappresentano solo il 2% dell'intera industria musicale. "Sono una produttrice e stiamo facendo un lavoro enorme, ottenendo un grande successo, quindi è scioccante che questa percentuale sia così bassa", ha aggiunto. Questa percentuale è ancora più sorprendente se si considera che le artiste non sono mai state così presenti ai vertici delle classifiche.
Dirigenti che prendono e non danno
Anche Alicia Keys ha denunciato la mancanza di trasparenza dietro le quinte: "Nessuno ti dice queste cose. Hai a che fare con tutti questi dirigenti e avvocati che amano prendersi le loro percentuali e farti pagare cifre esorbitanti, ma non ti chiedono mai: 'Come possiamo assicurarci che tu rimanga con noi a lungo termine?'" Questa critica evidenzia non solo la scarsa rappresentanza delle donne, ma anche la mancanza di supporto strutturale in un settore che trae profitto dal loro talento senza investire nella loro permanenza.
Le sue canzoni femministe: nate dal dubbio, non da un manifesto
Interrogata sui messaggi femministi presenti nelle sue opere, Alicia Keys ha subito chiarito: "Non avevo intenzione di scrivere canzoni con un messaggio femminista, e la maggior parte di esse sono nate perché non mi sentivo molto forte, quindi avevo bisogno di darmi una spinta per andare avanti, ma è un tema ricorrente nel mio lavoro" . Canzoni come "Girl on Fire" o "Superwoman" non sono quindi manifesti, ma piuttosto terapie personali che sono diventate universali.
"Lei è la musica", la risposta concreta
Anziché covare rabbia, Alicia Keys ha co-fondato "She Is the Music", un'organizzazione no-profit che offre sessioni di scrittura di canzoni, tutoraggio e opportunità formative per le donne nel mondo della musica. Nel febbraio 2026, l'organizzazione ha tenuto la sua seconda edizione dell'evento "Women Sharing the Spotlight", durante il quale Alicia Keys ha reso omaggio alla cantante country americana Megan Moroney e alla sua band tutta al femminile. "Una cosa è bussare a una porta per essere fatti entrare; un'altra è quando qualcuno apre quella porta e dice: 'Entra e unisciti a me'", ha affermato durante la cerimonia.
Intelligenza artificiale, social network, proprietà intellettuale
Nella stessa conversazione, Alicia Keys ha affrontato il tema della proprietà intellettuale delle sue opere e delle pressioni che gli artisti subiscono nell'ambiente digitale. Insieme al suo compagno, il rapper americano Swizz Beatz, esplora nuovi modi di presentare arte e musica al di fuori dei sistemi tradizionali.
Ha inoltre riconosciuto il ruolo crescente dell'intelligenza artificiale e dei social media, descrivendoli come "strumenti che possono sia supportare che ostacolare l'espressione artistica". Inoltre, nel 2026 è stata inserita dalla rivista Time tra le 100 persone più influenti al mondo per il suo impegno nel trasformare il funzionamento dell'industria musicale.
In breve, con 25 anni di esperienza, 17 Grammy Awards e un'intera rete di donne da sostenere, Alicia Keys ha scelto di dare un nome a ciò che molti sanno ma pochi dicono. Le donne hanno il diritto di esistere pienamente nella sfera pubblica così come nella musica, di occupare il posto che spetta loro di diritto senza doversi giustificare, scusarsi o lottare costantemente per ciò che dovrebbe essere loro di diritto.
