L'attrice e produttrice americana Jane Fonda ha calcato il red carpet del 79° Festival di Cannes (12-23 maggio 2026) per la cerimonia di apertura e la proiezione del film "Electric Venus". Ha fatto un'impressione straordinaria con un abito Gucci nero tempestato di paillettes e ha pronunciato un discorso di apertura che ha messo in luce la dimensione politica del cinema. La sua apparizione è stata elogiata dagli utenti del web, molti dei quali hanno commentato: "Sempre magnifica".
Un abito di paillettes, segno distintivo di una presenza fissa a Cannes.
Per la sua attesissima apparizione sulla Croisette, Jane Fonda ha optato per un lungo abito nero interamente ricoperto di paillettes. L'abito, aderente al corpo e leggermente svasato sul fondo, catturava la luce a ogni movimento e la rendeva immediatamente riconoscibile. L'attrice ha abbinato a questo outfit i suoi ricci grigi naturali, accuratamente acconciati: una scelta che dice molto sul suo desiderio di mostrare la sua età.
Questa apparizione non è stata casuale: Jane Fonda è una presenza fissa a Cannes dal 1963 e ha fatto del red carpet uno dei suoi luoghi preferiti. Ogni anno, l'attrice sceglie abiti sorprendenti, spesso abbaglianti, che lasciano un'impressione duratura. Quest'anno, il 2026, non fa eccezione. Sui social media si susseguono i commenti: "Sempre magnifica", "Una leggenda", "Che energia a 88 anni!" ... Gli elogi riguardano sia il suo abito che la sua eleganza.
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Un discorso di apertura che veicola un messaggio politico
Ciò che ha reso questa apparizione ancora più straordinaria è stato quello che è successo una volta che Jane Fonda si è seduta nella sala e poi è salita sul palco accanto all'attrice e cantante cinese Gong Li. Davanti a un pubblico internazionale, Jane Fonda ha pronunciato un discorso di apertura che ha avuto la forza di un manifesto.
«È il potere che ci unisce stasera. Io credo in questo potere: il potere delle voci sullo schermo, fuori dallo schermo e soprattutto nelle strade», ha dichiarato. Ha poi proseguito: «Per me, il cinema è sempre stato un atto di resistenza perché raccontiamo storie che ci permettono di provare le stesse emozioni nonostante le nostre differenze. Qui a Cannes, la narrazione ha la precedenza, il coraggio di raccontare storie ha la precedenza. Quindi celebriamo la libertà e l'atto audace della creazione!». Il suo discorso si è concluso con la dichiarazione di apertura ufficiale della cerimonia, pronunciata in francese, un omaggio al Paese ospitante.
Un'icona militante che non si arrende mai
Jane Fonda non è nuova a prendere posizione su temi politici. Attivista femminista da decenni, impegnata nella lotta al cambiamento climatico, contro la guerra del Vietnam e, più recentemente, contro la violenza sulle donne, l'attrice sfrutta ogni piattaforma per veicolare messaggi incisivi. La sua presenza a Cannes 2026 ne è la conferma: continua a incarnare un certo ideale di impegno ed eleganza, rifiutando la pressione a diventare più discreta con l'avanzare dell'età.
Come l'attrice e modella americana Brooke Shields, l'attrice americana Sharon Stone e l'attrice americana Kelly Rutherford prima di lei, Jane Fonda è una di quelle donne che dimostrano, sera dopo sera, che l'audacia non ha scadenza. Al contrario: con l'esperienza arriva una nuova libertà, la libertà di scegliere le proprie battaglie, la propria voce, senza dover dimostrare niente a nessuno.
Tra un abito scintillante e un discorso incisivo, Jane Fonda ha regalato uno dei momenti più memorabili all'apertura del Festival di Cannes 2026. Ci ha ricordato che moda, cinema e attivismo possono coesistere in perfetta armonia. Una lezione di stile, ma anche di coraggio, che risuona ben oltre la Croisette.
