Modeling inclusivo
Informazioni sulla sezione Modeling inclusivo
La rubrica Modeling inclusivo di The Body Optimist racconta l’apertura della moda a profili a lungo assenti da passerelle e campagne: modelle curvy e plus size, modelle over 50, di origini diverse o con disabilità. Qui trovi ritratti, analisi del settore e indicazioni utili per chi sta pensando di posare.
Cosa trovi nella rubrica Modeling inclusivo
- Ritratti di modelle: percorsi, prese di posizione e look delle modelle che allargano i canoni di bellezza, nella sezione Modelle.
- Dietro le quinte del settore: come funzionano le agenzie, lo spazio reale della diversità nelle sfilate, i limiti del «plus size» usato come argomento di marketing.
- Diversità di età: le modelle che sfilano ancora a 50 o 60 anni e cambiano lo sguardo sull’invecchiamento.
- Muovere i primi passi: requisiti, book e social network, nei nostri approfondimenti per diventare una modella plus-size.
- Casting: come prepararsi e quali errori evitare, nella sezione dedicata ai casting per taglie forti.
Che cos’è il modeling inclusivo?
Il modeling inclusivo indica la scelta, in sfilate, cataloghi e campagne pubblicitarie, di modelle e modelli che non corrispondono all’unico canone a lungo dominante: molto magro, giovane e in prevalenza bianco. Comprende diverse realtà:
- il modeling taglie forti, chiamato anche «plus size» o «curvy»;
- le modelle cosiddette «senior» o «silver», che proseguono o iniziano la carriera dopo i 50 anni;
- la diversità di origini, carnagioni e identità di genere;
- la rappresentazione di disabilità, cicatrici o particolarità della pelle come la vitiligine.
La sua crescita resta disomogenea: ben visibile nella pubblicità e nell’e-commerce, più timida sulle passerelle delle grandi maison.
Il nostro sguardo sul modeling
Accogliamo ogni passo avanti senza ingenuità. Una campagna con una modella curvy non dice nulla sulle taglie che il marchio vende davvero, e un solo profilo «curvy» in una sfilata non fa una politica di diversità. Raccontiamo percorsi, diamo voce alle modelle sulla pressione legata al peso o sulle critiche online, e manteniamo uno sguardo critico sull’uso dell’inclusività a fini di marketing.
Gli articoli da cui iniziare
- Perché il mondo del modeling sta attraversando una crisi silenziosa.
- Emeline Hoareau, la modella che in passerella incarna il nuovo volto della «taglia media», o midsize.
- Il percorso di Tracey Norman, modella trans nera diventata un simbolo.
- Stephanie Cavalli, modella cinquantenne dai capelli grigi, in passerella per un marchio di lusso.
- Paulina Porizkova, modella sessantunenne, e il suo nuovo sguardo sul proprio corpo.
Domande frequenti
Il modeling inclusivo sta davvero progredendo?
Sì, ma in modo fragile. Le modelle curvy, più mature o appartenenti a minoranze sono molto più presenti di un tempo nella pubblicità e nell’e-commerce. Sulle passerelle delle grandi maison, però, il loro numero resta basso e può diminuire da una stagione all’altra, come rilevano regolarmente i bilanci della stampa specializzata dopo le fashion week.
Si può diventare modella dopo i 50 anni?
Sì. Diverse agenzie hanno divisioni dedicate ai profili più maturi, spesso chiamate «classic» o «silver», e marchi di moda e di bellezza scelgono modelle di 50, 60 anni o più. Alcune hanno iniziato la carriera tardi, altre l’hanno ripresa dopo una lunga pausa.
Perché la diversità delle modelle è importante?
Vedere corpi diversi nella moda aiuta a immaginarsi con addosso un capo e a ridimensionare canoni di bellezza molto ristretti. Diversi studi di psicologia associano l’esposizione ripetuta a immagini di corpi molto magri a una minore soddisfazione verso il proprio corpo. La diversità delle modelle ha quindi un effetto concreto sull’immagine di sé, non solo simbolico.
Per approfondire: la rubrica Moda, i nostri articoli sulla body positivity e la rubrica dedicata alla grassofobia.